Parte 11

Le Persone al Centro (Benessere) e l’Alta Formazione Professionale nel turismo: quando c’è e addirittura funziona!

Ho ripreso il titolo di un intervento presentato all’Hospitality day di qualche anno fa per parlare di fattore umano e formazione, due aspetti che chiunque considera fondamentali per il successo di qualunque tipo di progetto: ovvio, chi penserebbe il contrario, ma…

Gli ITS, la formazione professionale superiore, per il comparto turistico sono stati una bellissima invenzione. La creazione di un percorso cuscinetto tra diploma e università è il classico uovo di Colombo: rafforza le competenze e se non altro aiuta a chiarire le idee. Poi l’italico procedere in ordine sparso a livello regionale lo ha reso uno strumento estremamente efficiente oppure inutile, in funzione del dialetto: quello emiliano-romagnolo (Rimini e Bologna) è solido e affidabile, quello veneto (Jesolo e Bardolino, ma anche Asiago, Valeggio e Treviso) in costante sviluppo, la Toscana non pervenuta. Quel giorno, complice il bel tempo, evidentemente eravamo tutti in Versilia. Ma per il benessere?

Il mondo del benessere, che considero legato a doppio filo all’ospitalità, ha sempre sofferto di carenze formative, non tanto dal punto di vista delle figure operative (estetiste, terapisti, trainer, ecc.), quanto di quelle deputate alla gestione.

È un settore cresciuto più velocemente delle professionalità che lo compongono, creando un disallineamento tra la scuola e le aziende che nessuno dei due ha pienamente colto. La scuola che non ha compreso e anticipato questo fabbisogno formativo, le aziende che hanno continuato a gestire i centri benessere come piccoli servizi, organizzati in modo empirico, salvo poi accorgersi di averci rimesso un sacco di soldi.

La SPA Manager è un bisogno latente, serve ma non ce ne rendiamo conto!

Non c’è da meravigliarsi che siano spuntati una miriade di minicorsi formativi: come sempre quando il mercato lascia degli spazi, qualcuno ci si infila. Resta il fatto che la SPA Manager, questa figura mitologica di cui si sono perse le tracce nelle pieghe dei secoli, non ha tutt’oggi percorsi formativi completi e organizzati.

O quasi: in effetti uno c’è, per carità solo uno in Italia, ma almeno ho qualcosa di cui parlare.

Rovereto è una cittadina deliziosa, per chi arriva da sud posizionata alle porte delle Provincie autonome, proprio dove saluti l’Italia per entrare in Trentino. Lì una istituzione scolastica consolidata, l’Opera Armida Barelli, impegnata nella formazione di Acconciatori, Estetiste e Operatori Socio-Sanitari, qualche anno fa ha attivato un progetto di Alta Formazione. Obiettivo è la creazione della figura professionale di “Tecnico superiore della gestione del Centro Benessere”. L’uovo di Colombo.

Il percorso è ormai maturo e consolidato, pronto per la partenza dell’ottava edizione, raffinato e continuamente migliorato nel corso degli anni: un esempio è l’aver inserito un semestre di affiancamento con l’Alta Formazione turistica di Levico per fornire anche una panoramica dell’universo alberghiero. Piccolo esempio di sinergia: eppure sembra facile.

Con un piacere immenso quest’anno sono stato inserito nella commissione d’esame come esperto di settore: insomma, il testimone informato sui fatti.

Così come il percorso è maturato, sono cresciuti in modo evidente sia il livello che la complessità degli argomenti presentati in sede d’esame. Ho assistito a presentazioni di lavori talmente ben fatti e articolati da renderli, già così, pronti per platee più importanti. Vi assicuro che in molti contesti convegnistici, non è difficile che il livello sia molto più basso.

Ma il successo di un’attività è il risultato di più fattori: in questo caso certamente un’infrastruttura efficiente e unità formative esaustive, poi le Persone.

Ma se è vero che le Persone sono al Centro, le vorrei salutare tutte:

Gabriele Dallabona, il fantastico coordinatore del corso, Fiorenza Debertolis e Antonella Zucal, le sensibilissime tutor, Silvia Dell’Amore che è l’efficienza allo stato puro, il gruppo dei docenti tutto, impossibile da riportare, con un’attenzione speciale a relatori e controrelatori. Poi i vertici di Opera Armida Barelli, la direttrice Anna Prati in primis, che ogni giorno ci crede e un saluto speciale alla presidente della commissione Sara Maroner, che ha dimostrato una non ordinaria sensibilità e profondità nell’analisi critica.

Poi sono arrivate loro, le vere protagoniste:

Beatrice Bariletti: “L’utilizzo delle leve del neuromarketing a vantaggio di un’impostazione innovativa delle strategie di vendita all’interno dei centri benessere e\o estetici.”

Arianna Chiesa: “Le strategie di revenue management a vantaggio della redditività dell’impresa estetica.”

Federica Dalla Costa: “Analisi delle tipologie di comunicazione on-line di un marchio benessere.”

Giorgia Del Dot: “Benessere e terapia riabilitativa: una nuova vision di SPA Menù per una vacanza che coniughi salute\necessità e wellness\piacere.”

Chiara Fedrigo: “Il processo di co-marketing tra un brand di alta cosmesi e realtà benessere luxury per un’offerta innovativa e di successo.”

Giorgia Franzoi: “La creazione di un protocollo di qualità per un centro benessere allocato in un leading hotel”.

Elena Lisciandro: “Coniugazione di un’offerta benessere e di cura nel concept di una nuova struttura termale.”

Alessia Pellegrin: “L’analisi statistica come strumento per identificare il target e per la realizzazione di un’offerta idonea e ben configurata.”

Chiara Ristori: “L’importanza dell’analisi del profilo utente nella comunicazione del mondo benessere.”

Ivana Rodinò: “L’influenza delle emozioni sui processi di fidelizzazione: le Neuroscienze come leva strategica per implementare le politiche di percezione della qualità di un centro benessere.”

Raluca Trotusanu: “Analisi dei costi e sviluppo del piano tariffario per la costruzione di uno SPA Menù finalizzato ad una start-up.” Certo, tanto per dire, è solo fattore umano…